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 Cultura e tempo libero
Artigianato L'artigianato artistico locale ha una forte tradizione nella lavorazione di tessuti, ferro e ceramica, ma soprattutto nella lavorazione del legno. Gastronomia Anche nel campo della gastronomia, San Vigilio può offrire numerose specialità tipiche. Avete mai provato le gustose "liagnes sciömiades", oppure il saporitissimo "cioce"? Cosa si nasconde dietro questi nomi esotici? Salsicce di camoscio affumicate e il famoso speck. Alcuni ristoranti, ma soprattutto le trattorie tipiche, oltre ad offrire delle pietanze tradizionali dalla cucina nazionale ed internazionale, danno la possibilità di gustare la cucina locale, dei piatti ladini, per esempio: i cancì checi (ravioloni cotti), crafuns mori (sfoglie fritte), tultres (frittelle ripiene), balotes (canederli), gnoch da zigher (gnocchi al formaggio di capra), panicia (minerstra d'orzo) e tante altre specialità. Mercati contadini Oltre ai vari negozi, potrete anche trovare tante specialità gastronomiche ed artigianali tipiche dell'Alto Adige ai mercati contadini, che si tengono ogni primo giovedì del mese ed il 21 settembre sulla piazza a San Vigilio. Le bancarelle sono ricolme di tante buone cose, sane e genuine: formaggi, salumi, grappe e liquori, verdura, dolci, tessuti ed utensili - un'occasione da non perdere. Le date dei mercati saranno pubblicate in bacheca presso l'Ufficio turistico.
La chiesa di Pieve di Marebbe La colonizzazione della Val Badia avvenne da Nord e Pieve di Marebbe fu sicuramente il primo centro abitato. Caratteristico è il centro del paese con le poche case appollaiate attorno alla chiesa con il suo alto campanile gotico (56 m) che sovrasta e domina tutt'intorno. La chiesa di Pieve deve essere considerata la chiesa madre, in quanto da essa soltanto dipendeva la vita religiosa dell'intera valle. La chiesa odierna è una costruzione barocca di considerevole bellezza a forma di croce. Particolarmente bello e storicamente interessante è l'altare maggiore, di stile rinascimentale, costruito in adempimento di un voto fatto nell'anno della peste 1636. Al centro si può ammirare la miracolosa statua della Madonna (Santa Maria d'La Pli). Dal 1700 al 1914 il decanato ebbe la sua sede a Pieve di Marebbe. Non solo per la popolazione di Marebbe e della Val Badia, ma anche per i fedeli della limitrofo Pusteria la chiesa di Pieve di Marebbe è sempre stata ed è tuttora una meta di pellegrinaggio molto frequentata.
La chiesa di S.Vigilio La chiesa parrocchiale di San Vigilio di Marebbe rappresenta per il paese e per l'intera comunità un vero gioiello artistico di stile barocco tardivo. Gli affreschi all'interno sono opera del celebre pittore Matthäus Günther, allora direttore dell'Accademia di Augsburg. Chi entra in chiesa non trascuri di osservare, dopo aver ammirato gli affreschi di Günther, anche i due eleganti cori laterali, il bellissimo pulpito e la splendida cornice dell'immagine della Madonna, un vero capolavoro di stuccatura. Un ornamento artistico sono pure le 14 immagini della Via Crucis del pittore bolzanino Karl Henrici (1783).

Catarina Lanz Durante i combattimenti contro le truppe francesi di Napoleone si fece onore la giovane ragazza di Marebbe Catarina Lanz, nata a S.Vigilio di Marebbe nel 1771. A 26 anni, cioè nel 1797, combatté valorosamente a Spines, in un paesino nei pressi di Bressanone, armata di una sola forca, difendendo coraggiosamente la chiesetta e il cimitero circostante dalla profanazione. La statua, fusa in bronzo, che si trova nel centro di San Vigilio e che ricorda l'eroina di Marebbe è un'opera dello scultore ladino Otto Irsara, di Badia. Inoltre consigliamo a tutti gli ospiti di S.Vigilio di non partire prima di aver visitato almeno una volta il fantastico parco naturale di "Fanes-Senes-Braies" e le caratteristiche "Viles" di Pieve di Marebbe.
Museum Ladin Ciastel de Tor
Nel 1996, la Provincia Autonoma di Bolzano ha acquistato Ciastel de Tor allo scopo di erigervi al suo interno un museo dedicato alla cultura e alla storia del gruppo etnico ladino, "Museum Ladin Ciastel de Tor".
Il percorso del Museum Ladin mette in luce alcune particolari circostanze della storia e della vita delle cinque valli ladine site nel cuore delle Dolomiti ove ancora oggi si parla la lingua ladina: la Val Badia, la Val Gardena, la Val di Fassa, Livinallongo e Ampezzo. Il percorso marca le importanti influenze delle vicende sovraregionali sulla vita dei ladini delle Dolomiti ed evidenzia le correlazioni esistenti tra forme del paesaggio e modi di vita. Il Museum Ladin è rivolto agli uomini e alle donne che vivono in questa regione e a quanti giungono in questo paesaggio straordinario provenendo da luoghi vicini o lontani.
Orario di apertura: domenica delle Palme - 31 ottobre: martedì - sabato dalle 10.00 alle 18.00 domenica dalle 14.00 alle 18.00 lunedì chiuso novembre chiuso 1.dicembre - domenica delle Palme: mercoledì - venerdì dalle 14.00 alle 18.00
Pagina-web: www.museumladin.it
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